Chiunque abbia visto almeno una volta un Ara ararauna non lo dimentica più. Con il suo piumaggio blu e giallo acceso, gli occhi da cartone animato e quel becco che sembra progettato apposta per smontare qualunque mobile dell’IKEA, questo pappagallo conquista al primo sguardo. Ma attenzione: non è un soprammobile variopinto, è un compagno esigente, …
Ara ararauna

Chiunque abbia visto almeno una volta un Ara ararauna non lo dimentica più. Con il suo piumaggio blu e giallo acceso, gli occhi da cartone animato e quel becco che sembra progettato apposta per smontare qualunque mobile dell’IKEA, questo pappagallo conquista al primo sguardo. Ma attenzione: non è un soprammobile variopinto, è un compagno esigente, intelligente e… rumoroso. In questo articolo ti guiderò passo passo alla scoperta di questa specie, dalle caratteristiche fisiche fino ai consigli pratici per allevarla correttamente. Preparati: sarà un viaggio colorato e pieno di piume!
Indice
Conoscere da vicino l’Ara ararauna
L’Ara ararauna, conosciuto anche come “ara blu e gialla”, appartiene alla famiglia dei Psittacidae, quella dei pappagalli di grandi dimensioni. Originario delle zone tropicali del Sud America, questo uccello ama gli spazi aperti e gli ambienti ricchi di alberi, fiumi e bacini d’acqua. È un volatile che si riconosce a metri di distanza sia per la sua bellezza che per le sue caratteristiche vocali: dimentica il suono delicato di un canarino, perché qui si parla di volume da discoteca latinoamericana.
Le sue dimensioni non passano inosservate: può raggiungere gli 85 cm di lunghezza, di cui una buona parte è data dalla coda, lunga e slanciata come quella di un samurai piumato. Il peso varia tra gli 1 e 1,5 kg, un valore che tradotto in “grammi di personalità” significa tanto, tantissimo. È un animale estremamente sociale, che in natura vive in coppia o in piccoli gruppi, comunicando con vocalizzi potenti e continui voli acrobatici.
Il piumaggio è uno spettacolo della natura: dorso e ali di un blu intenso, petto e ventre giallo oro, e una linea verde brillante sulla fronte che sembra messa da un arredatore esperto in colori complementari. A completare il look, un volto bianco con striature nere e un becco scuro che non lascia dubbi sulla sua forza. Non stiamo parlando di un animale timido: l’ararauna ama farsi notare.
Carattere e comportamento: un coinquilino “vivace”
Se stai pensando di accogliere un ararauna in casa, la prima cosa da sapere è che non ti porterai a casa un soprammobile, ma un coinquilino rumoroso, curioso e intelligente. È un animale che richiede interazione continua e che odia la solitudine. Lasciarlo senza stimoli significa ritrovarsi con un pappagallo frustrato, che urla senza tregua o comincia a strapparsi le penne per stress.
La sua intelligenza è sorprendente: l’ararauna impara gesti, imitazioni e in alcuni casi anche parole o piccoli comandi. Però non aspettarti che si comporti come un pappagallino da cartone animato: la sua comunicazione è fatta più di urla improvvise che di discorsi articolati. È molto affettuoso con chi considera parte del suo branco, ma può essere diffidente o addirittura aggressivo con estranei. In altre parole: non è l’animale che tiri fuori dal gabbione per farlo coccolare da tutti gli ospiti durante la cena.
Un aspetto fondamentale è la sua straordinaria capacità di stringere legami. Un’ararauna può diventare inseparabile dal suo umano di riferimento e pretendere ore di attenzioni quotidiane. Per questo motivo non è un pappagallo adatto a chi trascorre molto tempo fuori casa o a chi pensa che basti “dargli da mangiare e via”. No, qui stiamo parlando di un vero impegno emozionale a lungo termine.
Habitat ideale e spazi necessari
Un punto che spesso viene sottovalutato è lo spazio necessario a ospitare un’ararauna. Non stiamo parlando di una gabbia da canarini, ma di un’area che consenta a questo gigante piumato di aprire le ali e muoversi senza rischiare di farsi male. Una gabbia adatta deve essere grande, resistente e realizzata con materiali robusti, perché il suo becco non perdona. Se pensavi di cavartela con una struttura leggera, sappi che in meno di un’ora il tuo pappagallo la trasformerebbe in un’opera d’arte moderna smontata.
L’ideale sarebbe mettere a disposizione una voliera da esterno o un ambiente interno ampio e sicuro, privo di oggetti pericolosi e materiali tossici. Questo volatile ha bisogno di arrampicarsi, volare, spostarsi liberamente, ed è fondamentale creare punti di arricchimento ambientale con rami naturali, giochi da beccare e corde da arrampicata. Senza queste possibilità, perderà vitalità e rischierà seri problemi comportamentali.
Un altro elemento da non sottovalutare è la sicurezza. L’ararauna deve vivere in un ambiente protetto da predatori (soprattutto se in esterno) e da pericoli domestici come fili elettrici, mobili spigolosi o piccoli oggetti che potrebbe distruggere e ingerire. Ricorda che la sua curiosità lo spingerà a voler esplorare qualsiasi cosa a portata di zampa e becco.
Alimentazione corretta: no, non basta il mix di semi
Se pensavi che bastasse versare una manciata di semi nella ciotola per far felice questo gigante, sei fuori strada. L’alimentazione dell’ararauna è un punto cruciale e deve essere equilibrata per mantenerlo in salute. Una dieta basata solo su semi non basta: rischia di causare gravi carenze nutrizionali e problemi al fegato. Il trucco sta nel variare gli alimenti e fornire una combinazione di prodotti freschi, naturali e specifici.
Frutta e verdura devono essere presenti ogni giorno. Melograno, papaya, mela, pera, carota, zucchina e peperoni sono particolarmente apprezzati. Attenzione però: alcuni alimenti sono altamente tossici per i pappagalli, come avocado, cioccolato, caffè e alcolici. Questi vanno assolutamente evitati. Il pappagallo può consumare anche un mix bilanciato di pellet specifici per psittacidi, che aiutano a garantire il giusto apporto vitaminico.
Le proteine vegetali sono importanti, e possono provenire da legumi ben cotti. Anche una piccola quota di frutta secca (come le noci e le mandorle, rigorosamente non salate) può essere inserita nella dieta, ma con moderazione, visto l’alto contenuto di grassi. L’acqua, naturalmente, deve essere sempre fresca e cambiata quotidianamente.
Come gestire i pasti quotidiani
Non c’è bisogno di trasformarsi in uno chef stellato, ma serve costanza. Una routine semplice può essere:
- Somministrare una porzione di pellet bilanciato al mattino, accompagnata da frutta fresca.
- Aggiungere verdure a pranzo o nel pomeriggio.
- Offrire frutta secca o semi solo come premio durante il gioco o l’addestramento.
In questo modo avrai un animale sazio, sano e mentalmente stimolato dalla varietà dei sapori e delle consistenze.
Interazione, giochi e addestramento
Un’ararauna annoiata è un’ararauna problematica. Il rischio è che si metta a urlare senza sosta o a distruggere qualsiasi cosa trovi. Per renderla felice, serve un ambiente ricco di stimoli e tanta interazione. Giochi di legno naturale, corde, foraging (cioè giochi che nascondono premi da scovare) e sessioni di addestramento quotidiane sono la chiave per canalizzare la sua energia in modo positivo.
L’addestramento deve essere fatto con pazienza e premi, mai con urla o punizioni. L’ararauna apprende velocemente quando viene motivata con piccoli snack o con il riconoscimento positivo. Puoi insegnarle a salire sul braccio, a tornare sulla sua postazione o a svolgere piccoli “trucchi” divertenti. Attenzione: non aspettarti un cane, perché l’ararauna resta una creatura testardissima che farà sempre un po’ come le pare. Ma con costanza si possono ottenere risultati sorprendenti.
L’interazione è anche un ottimo modo per rafforzare il legame con te. Passare tempo insieme, parlare, giocare e condividere attività quotidiane fa sì che l’ararauna ti consideri parte del suo gruppo sociale. Ricorda però che questo legame, una volta instaurato, sarà totalizzante: il tuo pappagallo si affezionerà moltissimo e vorrà la tua attenzione in modo quasi esclusivo.
Salute e longevità
Se trattata correttamente, un’ararauna può vivere anche 50 o più anni. In pratica, parliamo di un impegno a lungo termine, che ti accompagnerà per gran parte della vita. Per questo è importante fin da subito programmare visite periodiche da un veterinario aviario, in modo da monitorare lo stato di salute, prevenire malattie e intervenire tempestivamente in caso di problemi.
Tra i disturbi più comuni ci sono le infezioni respiratorie, le malattie della pelle (spesso causate dallo stress e dall’autodeplumazione), e i problemi legati a un’alimentazione scorretta, come l’obesità o il fegato grasso. Con una dieta equilibrata, ambienti stimulanti e visite veterinarie regolari, però, si può garantire a questo gigante piumato una vita lunga e piena di qualità.
In sintesi? L’Ara ararauna non è un animale per tutti. Richiede tempo, spazio, dedizione e un rapporto quotidiano fatto di cure e attenzioni. Ma per chi è pronto a impegnarsi sul serio, può regalare momenti indimenticabili e un legame davvero speciale, che nessun mobile distrutto o urlo improvviso potrà mai scalfire.









