Rituale tipico della comunicazione canina. Ma qual è il vero motivo per cui i nostri amici a quattro zampe lo fanno?
Perché i cani calciano il terreno dopo i bisogni?

Se hai un cane, ti sarà capitato almeno una volta di osservare quella scenetta degna di un film comico: lui si accuccia, fa i suoi bisogni con aria concentrata e subito dopo, come se fosse il re del quartiere, inizia a scalciare con le zampe posteriori buttando terra, erba, sassolini e a volte persino fiori del vicino. A metà tra un ballerino bizzarro e un piccolo bulldozer, questo comportamento non è affatto raro. Anzi, è un rituale tipico della comunicazione canina. Ma qual è il vero motivo per cui i nostri amici a quattro zampe lo fanno? Preparati, perché dietro quei calci c’è molto più di quello che sembra.
Indice
Un comportamento atavico: il richiamo agli antenati
Per capire perché i cani calciano il terreno dopo aver fatto i bisogni, dobbiamo fare un piccolo viaggio indietro nel tempo. I nostri cani domestici, anche quelli che dormono su un cuscino memory foam e hanno il guardaroba più fornito di un influencer, discendono dai lupi. E i lupi, si sa, avevano bisogno di marcare il territorio e lasciare segnali precisi agli altri membri del branco o ai potenziali rivali. Questa eredità si perpetua ancora oggi, anche se il tuo cagnolino vive in appartamento e non ha mai visto una preda in vita sua.
Quando il cane calcia il terreno, non lo fa solo per un capriccio o per atteggiarsi. Sta rispolverando una sorta di linguaggio ancestrale che è rimasto impresso nel suo DNA. È come se stesse firmando un contratto: “Questo punto l’ho scelto io, lo segno e lo comunico chiaramente a chiunque passi di qui”. In altre parole, il calcetto post-bisognino non è tanto una questione igienica quanto di potere e comunicazione sociale.
Questa eredità primitiva ha ancora un ruolo chiave nel comportamento quotidiano dei nostri cani. E se ti capita di ridere mentre lo vedi all’opera, sappi che lui sta in realtà mettendo in scena una delle forme più antiche di social network animale.
Il fattore olfattivo: segnali che il naso capisce più degli occhi
Un aspetto fondamentale da comprendere è che i cani comunicano soprattutto con gli odori. Noi ci affidiamo a vista e parole, loro invece hanno un mondo sensoriale fatto di informazioni invisibili trasportate dall’aria e dal terreno. Oltre all’urina e alle feci, i cani possiedono ghiandole odorose nelle zampe. Queste emanano sostanze che vengono disperse sul suolo quando iniziano a grattare.
Dunque, quando il cane calcia non sta solo coprendo o “spalando via” ciò che ha lasciato. Sta letteralmente amplificando il messaggio olfattivo. È come far volare in cielo un aereo con la scritta luminosa: “Ehi, questo è il mio spazio!”. E per gli altri cani sarà impossibile ignorarlo.
Ecco perché alcuni cani calciano molto energicamente dopo i bisogni, mentre altri lo fanno solo di tanto in tanto. La differenza dipende dal livello di confidenza, dal sesso, dall’età e ovviamente dal temperamento. Insomma, il terreno non è il vero destinatario di quei calci: il pubblico è formato da tutti gli altri nasi canini che passeranno lì in futuro.
Marcatura territoriale: molto più di un semplice bisognino
Quando parliamo di marcatura, pensiamo subito ai maschi che alzano la zampa ovunque. Ma il calcio del terreno è una forma ulteriore, sofisticata e spesso più duratura di comunicazione territoriale. Il messaggio è duplice. Da un lato c’è il segnale chimico, cioè le tracce odorose delle ghiandole e dei bisogni. Dall’altro c’è anche un segnale visivo: la terra mossa, i ciuffi d’erba divelti, i graffi ben evidenti sul terreno.
Per i cani è importante lasciare uno “scarabocchio” fisico sul posto: così chiunque passerà non solo sentirà l’odore, ma vedrà anche un chiaro segnale di presenza. È un doppio avvertimento: olfattivo e visivo. Praticamente, un’insegna pubblicitaria in 3D fatta con strumenti naturali.
Da padroni, è fondamentale ricordare che non possiamo né dobbiamo reprimere questo comportamento in modo aggressivo. Fa parte dell’identità del cane. Possiamo eventualmente ridurlo in certe aree, ad esempio insegnandogli il comando “andiamo” per allontanarlo da un giardino privato o da una zona delicata, ma non possiamo cancellarlo. Sarebbe come chiedere a una persona di non sorridere mai.
Un segno di benessere psicologico
Oltre alla sua funzione comunicativa, scalciare il terreno è spesso indice di uno stato emotivo positivo. Un cane che compie questo gesto con energia è un cane sicuro, sereno e integrato nell’ambiente. È come se dicesse: “Io sono qui, sto bene e voglio lasciarlo scritto”.
Al contrario, un cane molto timido o insicuro tende a evitare di lasciare troppi segnali. Non tutti i quadrupedi infatti manifestano questo comportamento nello stesso modo. Alcuni lo faranno regolarmente e con vigore, altri magari solo in rare occasioni. Osservare queste differenze può offrirci utili informazioni sulla loro personalità e stato d’animo.
Quindi, se il tuo peloso si dà al “calcetto selvaggio” dopo i bisogni, non vederlo come un fastidio ma come un piccolo indicatorino del suo equilibrio psicologico. A meno che non ti distrugga il prato in giardino, in quel caso potresti avere la tentazione di aprire una discussione animata… ma ricordati, lui non ha malizia.
Esistono spiegazioni alternative?
Sebbene la ragione principale sia la marcatura, alcuni esperti hanno suggerito che i calci possano anche avere altre interpretazioni complementari. Ad esempio, servirebbero per coprire in parte i bisogni, riducendo così la possibilità di attirare predatori. È una teoria che ha senso se guardiamo alla vita dei canidi selvatici, anche se nei nostri cuccioloni da divano il predatore più pericoloso che incontrano spesso è l’aspirapolvere.
Un’altra interpretazione, più fantasiosa, riguarda il semplice fatto che talvolta il gesto può dare soddisfazione fisica al cane. Muovere con forza le zampe posteriori stimola i muscoli, scarica energie e lo fa sentire attivo. Un po’ come quando noi ci sgranchiamo le braccia senza un motivo apparente.
In ogni caso, tutte queste possibili cause convivono sotto un’unica certezza: il calcio del terreno è un gesto naturale, normale e sano. Non c’è nulla da correggere a meno che non diventi ossessivo o problematico per motivi di spazio o sicurezza.
Come gestire questo comportamento nella vita quotidiana
Ora che sai perché i cani calciano dopo i bisogni, resta da chiarire come comportarsi da proprietari. La tentazione di impedirlo potrebbe esserci, soprattutto se il cane sembra divertirsi a lanciare fango sui tuoi pantaloni nuovi o se prende come campo da gioco le aiuole del condominio. Ma bisogna trovare un equilibrio tra la sua natura e la nostra pazienza.
Prima di tutto, è utile avere sempre con sé un po’ di pazienza aggiuntiva durante le passeggiate. Se il tuo cane vuole lasciare il segno, concedigli un attimo. Non c’è bisogno di tirarlo subito via con il guinzaglio come se stesse per rapinare una banca. Lasciagli il tempo di completare il rituale e poi, con un semplice comando, puoi guidarlo altrove.
In zone sensibili o private, la strategia migliore è passare accanto a spazi più neutri, come marciapiedi o prati pubblici, e incoraggiarlo ad adottare quelle aree come suo territorio di marcatura preferito. È un compromesso semplice che salva sia le sue esigenze naturali che il rispetto degli spazi altrui.
Cosa evitare nella gestione
Ci sono comportamenti che, però, è meglio non adottare. Innanzitutto, non punire mai il cane per questo gesto. Non capirebbe la tua rabbia, visto che per lui è un’attività istintiva. Inoltre, non cercare di bloccarlo con strattoni al guinzaglio o rimproveri esagerati: rischieresti soltanto di aumentare il suo stress e di complicare la routine delle uscite.
Se davvero ti crea disagio o problemi, lavora piuttosto sulla prevenzione: porta il cane in zone specifiche per i bisogni o crea un piccolo spazio dedicato in giardino. In questo modo avrà il suo “palco” designato senza devastare lo scenario circostante.
Una danza naturale da rispettare
In definitiva, i cani calciano il terreno dopo aver fatto i bisogni perché seguono una logica precisa, dettata dagli antenati, dalle loro esigenze comunicative e da un meccanismo sensoriale che noi umani fatichiamo a comprendere. Non è un atteggiamento strano o un difetto da correggere, ma una parte autentica della loro identità.
La prossima volta che vedrai il tuo peloso impegnato a seminare zolle di terra come se fosse un giardiniere impazzito, prova a sorridere e a pensare: sta semplicemente parlando con il mondo a modo suo. E nel frattempo, allenati a scansare i sassolini volanti. Non è un difetto, è la sua firma personale.
Vuoi scoprire altre curiosità sul comportamento dei cani e come interpretarli senza cadere in equivoci? Segui la sezione dedicata ai tutorial pratici per la cura e l’educazione del tuo cane e impara a leggere ogni piccolo gesto con un nuovo sguardo.









